Né Hamas né Netanyahu, come liberare gli ostaggi senza sterminare Gaza


Israele con l'avallo USA riprende il massacro di palestinesi a Gaza per costringere Hamas a liberare 59 ostaggi ancora detenuti. Secondo alcuni ci sarebbe un modo incruento e più rapido per ottenere il rilascio degli ostaggi e la fine del genocidio ma Netanyahu Trump e Hamas ...

Genocidio a Gaza
Genocidio a Gaza

i.fan. - 23 Marzo 2025 ID: 4645

Netanyahu ordina "Massacrateli tutti, nessuno uscirà vivo da Gaza"


18 marzo - A Gaza sono tornati gli aerei, sono tornate le bombe e con loro i corpi dei palestinesi fatti a brandelli tra le macerie già intrise di sangue.

400 morti in poche ore, in una delle ultime albe del Ramadan.

Netanyahu lo aveva preannunciato, con il solito ghigno della Morte. Ieri sera ha telefonato a Donald Trump, per comunicargli la fine della tregua e la fine degli ostaggi. Il biscazziere americano lo ha incitato "ottimo, vai avanti, finisci il lavoro". E Netanyahu ha ripetuto l'ordine ai suoi generali: "Finite il lavoro. Massacrateli tutti, nessuno dovrà uscire vivo da Gaza".

Il genocidio dei Palestinesi prosegue, Trump e Netanyahu aggiornano il budget per la "Riviera di Gaza".

Cimitero Gaza


Due mesi fa, alla vigilia dell'insediamento alla Casa Bianca, Donald Trump aveva fatto salti mortali per rubare a Biden il merito di una tregua a Gaza con la liberazione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas. 

Il biscazziere voleva dimostrare di essere l'unico a poter convincere il criminale di guerra Netanyahu ad accettare una tregua che ponesse fine al genocidio dei palestinesi. Tranne smentirsi dopo pochi giorni, svelando il vero volto dell'accordo tra USA e Israele: la cacciata dei palestinesi per far posto ad una oltraggiosa e cinica proposta di "Riviera di Gaza".

 

Poi è successo il prevedibile: anzichè passare dalla prima alla seconda fase della tregua, Netanyahu con l'avallo di Trump ha ripreso lo sterminio di inermi civili, l'inferno evocato sia dagli USA che da Israele per costringere Hamas a liberare subito e tutti gli ostaggi, senza trattativa e concessioni.

Netanyahu vuole convincere Israele e gli americani che l'unico modo per liberare gli ostaggi è quello di proseguire a radere al suolo Gaza e deportare almeno 500mila palestinesi in altri paesi. Vuole convincerli che la guerra e il massacro solo l'unica possibilità di "trattativa" con Hamas. E Hamas fa di tutto per confermare questa tesi, in un giuoco speculare e simmetrico, di cui le vittime principali sono il popolo palestinese, gli ostaggi israeliani e la possibilità di trovare una soluzione pacifica al conflitto secolare.

 

 

Il cambiamento tattico - dalla tregua alla guerra - è coinciso con l'acuirsi dello scontro interno ad Israele tra Netanyahu e gli apparati di sicurezza dello Shin Bet, il cui capo Ronen Bar è stato brutalmente licenziato dal governo israeliano (che nel frattempo si è riallargato agli estremisti della destra religiosa fuoriusciti per protesta contro l'accordo di tregua) svelando all'opinione pubblica mondiale i contorni di una gigantesca crisi istituzionale dentro lo Stato ebraico al punto da far gridare alcuni al pericolo di una guerra civile.

 

Persino i media conservatori e filogovernativi hanno dovuto riconoscere la "strana coincidenza" tra la ripresa della guerra a Gaza (e il conseguente blocco delle trattative sugli ostaggi) e le indagini sul Qatargate, lo scandalo dei fondi che il Qatar avrebbe concesso a Netanyahu prima del 7 ottobre 2023 e che secondo alcuni farebbe parte di uno schema corruttivo che ha consentito ad Hamas di sferrare l'attacco terroristico dalle conseguenze incalcolabili.

 

Lo Shin Bet e il suo capo Ronen Bar si stanno occupando assieme alla magistratura delle delicatissime indagini del Qatargate, che hanno già portato all'arresto di due collaboratori dello staff di Netanyahu.

Il licenziamento di Ronen Bar ( al quale Netanyahu aveva impedito nei mesi scorsi di partecipare alle trattative sugli ostaggi) fa il paio con la ripresa della guerra di Gaza.

Entrambi gli avvenimenti servono al criminale di guerra israeliano di distogliere l'attenzione dalle indagini, impedirle e creare una stato di emergenza permanente che giustifichi la sopravvivenza del suo governo all'infinito.

 

Qualcuno ha fatto notare anche la coincidenza tra il licenziamento di Bar e l'avvio di trattative segreta tra USA e Hamas per liberare gli ostaggi scavalcando Netanyahu. Come dire che il boss israeliano tiene in ostaggio anche il boss americano.

 

Netanyahu e Trump difendono la scelta della ripresa dei massacri a Gaza con l'obiettivo di "costringere Hamas ad arrendersi e a liberare tutti gli ostaggi senza trattativa" sotto la minaccia dell'inferno e dell'occupazione permanente della Striscia.

 

Hamas ovviamente persegue la sua linea tattica che è simmetrica a quella di Netanyahu.

Entrambi difendono la propria sopravvivenza politica, prendendo in ostaggio i rispettivi popoli e impedendo qualsiasi vero accordo.

 

Di fatto entrambi sono riusciti a creare un alibi alla propria posizione negoziale.

Secondo il governo israeliano l'unico modo di ottenere il rilascio dei 59 ostaggi (di cui molti sarebbero già stati uccisi) è quello della forza militare, anche a costo di ridurre in briciole le ultime macerie di Gaza, di affamare 2 milioni di esseri umani, aggravandone gli stenti e la decimazione. 

Hamas ribatte che questa tattica è infondata, non consente la liberazione degli ostaggi, crea le premesse per il genocidio palestinese. Lo scopo di Hamas è quello di costringere Israele a proseguire la guerra, ovvero a giustificare la pretesa di Hamas di rappresentare la resistenza e il martirio del popolo palestinese.

 

Né Hamas né Netanyahu, liberare gli ostaggi senza sterminare Gaza è possibile

 

Da questa morsa sembra che non ci sia via di uscita, se non quella prospettata da Trump e Netanyahu di una deportazione forzata di 2 milioni di palestinesi, ovvero prosciugare l'acqua in cui nuota Hamas.

 

Questa tesi secondo alcuni è un'idea di comodo che non corrisponde al vero.

Ci sarebbe un altro modo per porre fine alla guerra di Gaza, ottenendo sia il rilascio degli ostaggi che la fine del ricatto di Hamas e Netanyahu.

 

Una soluzione che passa dagli Stati Uniti e arriva in Qatar, il vero dominus di Hamas e distributore dei fondi neri finiti nella casse di Netanyahu per finanziare le sue campagne elettorali.

 


L'ipotesi di una strategia negoziale diversa è sostenuta da un ente che da anni si occupa di monitorare il Qatar e le sue diramazioni, il Middle East Media Research Institute (MEMRI) diretto da Yigal Carmon, un ebreo residente in USA.

 

Secondo Carmon l'unico modo per liberare gli ostaggi e porre fine alla guerra di Gaza rapidamente è quello di fare pressioni sul Qatar, che finanziano e ospitano i vertici di Hamas da decenni.

E gli unici che avrebbero "validi argomenti" per convincere il Qatar sono gli Stati Uniti, che in quel paese hanno una importante base militare CENTCOM che oltre ai compiti militari funge anche da guardiano del regime qatariota, impedendo che altri possano minacciarlo.

 

 "... ospitando la base CENTCOM ad Al-Udeid, il Qatar non sta facendo un favore agli Stati Uniti, anzi. La base statunitense garantisce la sopravvivenza della famiglia regnante del Qatar, Aal Thani.

Se la base venisse trasferita, il Qatar verrebbe spazzato via dai suoi vicini: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. Avevano tentato di farlo nel 2017, ma il Qatar è stato salvato dal presidente Trump e dal suo consigliere senior Jared Kushner, come scritto da HR McMaster nel suo libro At War With Ourselves.

Trump e Kushner hanno chiesto al Qatar di smettere di sostenere il terrorismo. Ma Trump ha perso la sua candidatura alla rielezione del 2020 e il Qatar ha continuato a sostenere il terrorismo. Il Qatar è un nemico degli Stati Uniti."

 

 

Chi ha impedito agli Stati Uniti (e impedisce tutt'ora) di risolvere la questione degli intrecci tra Hamas e Qatar è Netanyahu.

 

Amotz Asa-El, un importante giornalista moderato israeliano, scrive: 

 

"... Benjamin Netanyahu ha perso la capacità di guidare. Non a causa dei dubbi accumulati sulla sua moralità, giudizio e visione, ma perché è un codardo.

 

.... E la verità è che Netanyahu ha architettato la coltivazione di Hamas, illudendosi di cavalcare la tigre e usarla per dividere i palestinesi.

Peggio ancora, i giudici potrebbero scoprire che lo Shin Bet ha messo in guardia dall'inviare denaro ad Hamas in generale, e attraverso il Qatar in particolare.

E peggio ancora, potrebbero dimostrare che gli spioni hanno raccomandato di uccidere i leader di Hamas ben prima della guerra, solo per essere annullati dall'uomo che pensava di poter domare la bestia fondamentalista.

Il coraggio richiederebbe di rivelare una verità così dura, di ascoltarla in silenzio e di accettarla con umiltà, ma la codardia richiede altre cose: diffamare il giudice, licenziare il testimone e seppellire la verità.


Il licenziamento del capo dello Shin Bet fa parte delle pericolose tattiche di distrazione di Netanyahu .
La mossa ha segnato una situazione di stallo senza precedenti tra la leadership politica del Paese e la sua principale agenzia di sicurezza, sollevando il rischio di una crisi costituzionale.

 

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in aggiornamento

 


 

i.fan.


Key1: Gaza keywords: Gaza, Ostaggi di Gaza, Israele, Palestina, Netanyahu, Qatargate, Hamas, Trump,

Date Created: 23/03/2025 06:12:43


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