La strana proposta di tregua, chi bleffa tra Zelensky Trump e Putin?


Zelensky aveva proposto una tregua il 28 febbraio ma Trump lo cacciò. Ora Trump la ripropone a Zelensky che accetta ma Putin tiene tutti in sospeso.

Scommetto che Putin accetterà, perché ...

Trump pu-pazzo di Putin
Trump pu-pazzo di Putin

i.fan. - 12 Marzo 2025 ID: 4623

Trump e (forse) Putin accettano la tregua proposta da Zelensky

11 marzo - Kiev è pronta ad accettare la proposta di attuare immediatamente un cessate il fuoco temporaneo di 30 giorni, prorogabile, ha annunciato l'11 marzo l'ufficio presidenziale di Zelensky dopo i colloqui con gli Stati Uniti in Arabia Saudita.

L'Ucraina è pronta a compiere un simile passo solo se la Russia rispetterà allo stesso modo i termini del cessate il fuoco .

"La proposta ucraina per questo incontro con gli americani era composta da tre cose: cessate il fuoco nei cieli (missili, bombe, droni a lungo raggio) e cessate il fuoco in mare, nonché misure per stabilire la fiducia in questo processo, prima di tutto il rilascio dei prigionieri", ha detto Zelensky dopo l'incontro.

"La parte americana comprende le nostre argomentazioni, accetta le nostre proposte. Voglio ringraziare il presidente Trump per il carattere costruttivo della conversazione tra i nostri team".

Zelensky ha aggiunto che, come parte dell'accordo, gli Stati Uniti hanno accettato di riprendere la condivisione di intelligence e l'assistenza alla difesa per l'Ucraina.

"E oggi c'è stata una proposta da parte americana di fare subito il primo passo e tentare di stabilire un cessate il fuoco completo per 30 giorni, non solo per quanto riguarda missili, droni e bombe, non solo nel Mar Nero ma anche lungo tutta la linea del fronte" "L'Ucraina accetta questa proposta". Zelensky ha aggiunto che gli Stati Uniti "devono convincere la Russia" ad accettarla.


Putin ha fatto sapere che la proposta di tregua avanzata formalmente dallo staff di Trump nei colloqui con gli ucraini a Gedda, e da questi accettata per conto di Zelensky, verrà valutata con calma nei prossimi giorni.
Donald Trump gli illustrerà a viva voce la proposta, ovvero quale sarebbe la convenienza per la Russia di accettarla.

 

"Dmitry Peskov ha dichiarato ai giornalisti che il Cremlino sta studiando attentamente le dichiarazioni rilasciate in seguito ai colloqui di Gedda e sta prendendo familiarità con il testo della dichiarazione congiunta di Russia e Stati Uniti. "Partiamo dal presupposto che, come è stato detto, Rubio e Waltz ci informeranno in questi giorni attraverso vari canali sui dettagli dei negoziati e sulle intese raggiunte", ha detto Peskov, rifiutandosi di specificare come Mosca abbia percepito l'accordo sul cessate il fuoco temporaneo. Ha sottolineato che il Cremlino non vuole correre troppo e attende informazioni dettagliate sulla sostanza degli accordi raggiunti a Gedda. "Per prima cosa dobbiamo ottenere queste informazioni", ha sottolineato il portavoce del Cremlino. Ha aggiunto che sono previsti contatti con la parte americana per questa settimana, "nei quali ci aspettiamo informazioni complete". Peskov ha rifiutato di fornire dettagli sui partecipanti a queste trattative.  "

 


Di tregua nella guerra scatenata dalla Russia contro l'Ucraina si parla da tempo. Entrambe le parti hanno accusato l'altra di non volere una tregua o di volerla solo per prendere tempo e riorganizzare le truppe al fronte.

Zelensky al termine del burrascoso incontro-agguato alla Casa Bianca del 28 febbraio aveva rilanciato l'ipotesi di una tregua totale, cielo terra e mare - ma Trump non ne volle sapere e anzi ordinò ai suoi sgherri di bloccare gli aiuti e l'intelligence militare.

 

Da allora qualcosa di molto importante è accaduto o sta accadendo, al punto da far fare a Trump quello che ormai è diventato un suo esercizio quotidiano, la marcia indietro.

 

A Gedda la proposta di tregua di Zelensky è stata fatta propria da Trump, il presidente ucraino gli ha concesso la paternità e si è dichiarato ovviamente d'accordo ... con se stesso.

La palla è nel campo di Putin, al quale ora tocca decidere se accettare la tregua proposta da Zelensky, fatta propria da Trump e probabilmente già accettata anche dalla Russia.

 

Perché ...

 


 


La tregua tra Ucraina e Russia è l'anticamera della soluzione "coreana"?

 

La tregua temporanea diventa permanente, come nel caso delle due Coree, che dopo la guerra dal 1953 non hanno mai firmato un accordo di pace, essendo ancora in vigore l'armistizio di Panmunjom.

 

La soluzione coreana applicata alla situazione in Ucraina con i necessari riadattamenti consentirebbe a Trump e a Putin di "sospendere" la questione e dedicarsi ad altri obiettivi. Innanzitutto consentirebbe a Putin di negoziare la fine delle sanzioni economiche e dell'isolamento politico. 

Trump sarebbe ben contento di poter dialogare liberamente, e non di nascosto come ha dovuto fare finora, con il criminale russo, rafforzando la sua falsa narrazione di pace nel mondo (Gaza docet).

Putin ha urgente bisogno di raccontare ai russi la favola che la "giusta SVO" in Ucraina è stata "vinta" e che l'economia è in ripresa.

 

Rispetto a tutti gli obiettivi che si era proposto, gli manca solo l'eliminazione di Zelensky e l'annessione di Odessa. Non è roba da poco, ma ci si può accontentare, grazie alla mediazione faziosa del suo agente Trump.

Ovviamente Putin non vuole concedere agli avversari di accusarlo di avere fretta per necessità, e quindi può prendersela comoda per qualche altra settimana. Il cronogramma dettato a Trump indica la tregua prima di Pasqua e così c'è tempo.

 

Il vero problema di Putin, e di converso anche di Trump, è che adesso l'Europa, svegliatasi di soprassalto, si è messa in testa di attivarsi e fare fronte comune, dalla destra moderata ai progressisti di sinistra, per contrastare la minaccia militare della Russia e l'arrogante violenza dell'America di Trump.

 

Non era previsto che gli europei reagissero così malamente ai maltrattamenti. In altre occasioni si erano dimostrati più supini.

Errore di calcolo o è solo una sfuriata passeggera quella che sospinge Macron Starmer e Merz al riarmo presente e futuro?

 

 

Anche Trump ha urgente bisogno di una tregua.

 

Dopo aver fatto lo spavaldo e il bullo, contro tutto e tutti sia dentro che fuori gli Stati Uniti, adesso la sua corte di buffoni e pappagalli inizia a fargli trapelare "le voci di fuori".

Tutto il mondo libero si è rivoltato per un motivo o per un altro contro l'America di Trump. I dazi commerciali, annunciati, ritirati, riannunciati hanno creato un'ondata di reazioni critiche e di sbeffeggiamenti dalla Cina al Canada, dal Messico all'Europa. I mercati finanziari sono sotto stress e sull'orlo di una crisi di nervi epocale.

 

Il licenziamento degli impiegati statali, la soppressione di agenzie assistenziali e persino la scuola pubblica, colpiscono un numero imprecisato e non calcolato di cittadini americani, ben oltre i numeri sparati dal DOGE di Elon Musk.

Più disoccupati, meno denaro in circolazione, meno ricchezza finanziaria, uguale recessione in barba al MAGA di Trump.

 

Trump voleva la rapida capitolazione di Zelensky, ma il piccolo grande presidente dell'Ucraina gli ha resistito e non gli ha concesso i tempi e i modi previsti per arrivare ad una soluzione della guerra in Ucraina.

 

Se Trump vuole mettere un punto e dedicarsi ad altro, dovrà chiedere a Putin il favore di accettare senza rinvii la tregua, ovvero la "soluzione coreana" che consentirebbe a tutti di cantar vittoria da Pasqua a Natale.

 


Anche Zelensky cerca di guadagnare tempo con una tregua che gli consenta di riorganizzarsi, ricevere un pò di armi e verificare che le promesse europee di solidarietà armata non si sciolgano come neve al sole.

Una "soluzione coreana" a questo punto sarebbe una vittoria per Zelensky in attesa di tempi e anni migliori, quelli in cui sia Putin che Trump andranno a presidiare un ospizio per anziani.

 


 

Michail Rostovskij è uno degli analisti politici preferiti da Putin, perché ha la pretesa di essere indipendente o meno cortigiano della media dei giornalisti russi.

 

Ecco quello che scrive sulla proposta di tregua:

 

"Ciò significa che Putin dirà sicuramente “sì” alla proposta di Trump? No, non dovresti.

Può dire sia “no” che “sì, ma” – concordare in parte con le condizioni americane, ma allo stesso tempo avanzare le sue importanti controcondizioni.

Ritengo che questa seconda opzione sia la più probabile, se non nella forma, nella sostanza.

Fyodor Lukyanov ha notato con molta precisione il momento attuale, del tutto unico, tra l'altro, nell'era post-sovietica: "La diplomazia personale dei monarchi sta venendo alla ribalta, mettendo da parte i principi ideologici e persino i successi militari. L'esito è determinato dai loro accordi personali, o dalla loro mancanza."

 

Scommetto sicuramente che alla fine un simile “accordo tra i monarchi” – i presidenti democraticamente eletti di Russia e Stati Uniti – si realizzerà comunque.

 

È vantaggioso per Putin e Trump lavorare e negoziare insieme.

Per quanto riguarda l'attuale discrepanza tra le posizioni di Mosca e Washington sulla questione della corretta sequenza delle azioni, ecco la sfumatura: si tratta di una disputa sui metodi, non sugli obiettivi, un disaccordo su questioni tecniche - o, almeno, su questioni che possono essere "declassate" a livello tecnico con il reciproco desiderio delle parti. Adesso c'è un tale desiderio. E questa è probabilmente la cosa più importante. "

i.fan.


Key1: Putin keywords: Ucraina, Russia, Donald Trump, Putin, Zelensky, Guerra Russia-Ucraina, tregua Russia-Ucraina,

Date Created: 12/03/2025 11:57:36


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