Da quando è "sceso in campo" a fianco di Donald Trump, Elon Musk è diventato il bersaglio preferito degli attivisti di ogni angolo del mondo.
Il padrone di Tesla e SpaceX non si è fatto intimidire e anzi non ha perso occasione e si è andato a cercare le critiche e gli insulti degli avversari politici dal Pacifico al Mar Baltico, tra un saluto romano e un endorsement a favore di ogni candidato di estrema destra locale. Protetto dal DOGE ha sbeffeggiato e umiliato i lavoratori dipendenti di ciascuna delle decine di agenzie federali negli Stati Uniti, tagliando posti di lavoro e fondi.
E' riuscito nella titanica impresa di apparire più antipatico, cinico e disgustoso del suo boss Trump, del quale si diverte a mettere in dubbio il quoziente di intelligenza facendo intuire che è lui, Elon, il più furbo del reame.
Alcuni giorni fa, mentre a Wall Street le quotazione della Tesla di cui Musk detiene una maggioranza azionaria del 15% crollavano di oltre il 50% dal picco post vittoria elettorale e le vendite delle sue auto scomparivano dai radar dall'Europa alla Cina, il furbo Elon ha obbligato il biscazziere della Casa Bianca a fargli pubblicità gratuita (pagata in realtà con le centinaia di milioni di dollari con cui gli ha finanziato la campagna elettorale) con una Tesla rosso fiammante con a bordo la coppia imperiale Trump & Musk.
A questa mossa di marketing nel basso ventre gli estremisti seguaci di AOC (Alexandria Ocasio-Cortez) hanno reagito innalzando il livello dello scontro: dalle manifestazioni di protesta davanti ai concessionari e ai padiglioni TESLA in modo da impedire l'accesso all'acquisto da parte dei (pochi) desiderosi di acquistare le auto di Musk si è passati agli attentati terroristici contro le auto di ignari proprietari che avevano inutilmente cercato di giustificarsi apponendo cartelli con su scritto "acquistata quando Musk era un democratico ambientalista".
Ma nonostante l'escalation estremista, fino a pochi giorni fa l'epica battaglia tra Musk e i suoi nemici sembrava confinata e facilmente ribaltabile.
E' risaputo che Wall Street è volatile e se un titolo crolla di valore scatta subito la sirena del "buy the deep" che riporta su quello che era andato giù.
Elon Musk aveva "consigliato" ai suoi dipendenti in possesso di stock option della Tesla di "NON VENDERE" il titolo per evitare ulteriori ribassi e in previsione di futuri rialzi.
Fino a quando non è arrivato l'assalto imprevisto di una potente gang di terroristi anti-Musk.
Una bomba piazzata dalla banda di giornalisti del Financial Times di Londra, i sacerdoti della finanza mondiale, che in un articolo firmato da Dan McCrum e Stephen Morris sotto le righe hanno insinuato che la TESLA di Elon Musk potrebbe aver falsificato i bilanci o quantomeno fatto qualche ritocco poco elegante per mascherare i conti dell'azienda di auto elettriche.
Una insinuazione che proviene da un team di analisti esperti e accreditati che in passato avevano già smascherato i bilanci fasulli di aziende truffaldine come Wirecard.
Financial Times : "Mentre le vendite di auto e il prezzo delle azioni Tesla crollano in risposta alle posizioni politiche di Elon Musk, vorremmo attirare l'attenzione dei lettori su qualcosa di sconcertante nei conti del gruppo"
Confrontando la spesa in conto capitale di Tesla negli ultimi sei mesi del 2024 con la valutazione degli asset su cui è stato speso il denaro, si scopre che 1,4 miliardi di dollari sembrano essere andati persi.
La somma è abbastanza elevata da avere importanza anche per Tesla e arriva in un momento in cui l'attenzione sta tornando ai numeri sottostanti del gruppo , ora che la sua valutazione di mercato azionario completamente diluita è crollata da 1,7 trilioni di dollari a meno di 800 miliardi di dollari.
Uno sguardo più attento al rendiconto finanziario di Tesla potrebbe anche indurre gli investitori a porsi altre domande, ad esempio perché un'azienda con una liquidità di 37 miliardi di dollari ha accumulato 6 miliardi di dollari di nuovo debito l'anno scorso?
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Tali anomalie possono essere segnali d'allarme, potenzialmente indicativi di controlli interni deboli. Una classificazione aggressiva delle spese operative come investimento può essere utilizzata per aumentare artificialmente i profitti dichiarati.
Tesla non ha risposto alle richieste di commento.
Forse le risorse si faranno vedere nel prossimo trimestre. È anche possibile che il recente endorsement presidenziale faccia aumentare le vendite e che alcuni potenziali acquirenti stiano aspettando che una Model Y aggiornata arrivi negli showroom.
In caso contrario, la questione di cosa faccia Tesla con i suoi soldi e dove siano conservati potrebbe diventare più pertinente.
L'anno scorso il gruppo ha generato 15 miliardi di dollari di flusso di cassa operativo. Ha investito 11 miliardi di dollari nelle sue attività e non ha pagato un dividendo né riacquistato azioni con la sua grande riserva di denaro (mettendo Tesla in un club molto ristretto di grandi aziende che non lo fanno, insieme al misterioso proprietario di Temu PDD ).
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Una combinazione di flussi di cassa in eccesso e di aumento di capitale in corso è un altro campanello d'allarme che può segnalare errori contabili. Jacek Welc, professore di finanza aziendale presso la SRH Berlin University of Applied Sciences, ha esaminato 17 di questi esempi, tra cui la tedesca Wirecard , la Longtop Financial Technologies quotata negli Stati Uniti ma con sede in Cina e la catena ospedaliera NMC Health quotata al FTSE .
Afferma che in quei casi “i flussi di cassa operativi presumibilmente sani (ma in realtà gonfiati) tendono a essere accompagnati da flussi di cassa finanziari significativamente positivi (e una apparente “mucca da mungere” sembra richiedere grandi quantità di nuovo debito e/o nuovo finanziamento azionario)”.
L'articolo del Financial Times è stato pubblicato nella rubrica FT Alphaville il 19 marzo scorso e sembra essere passato inosservato per il momento.
Potrebbe essere una bomba a scoppio ritardato, soprattutto se Tesla ed Elon Musk non daranno alcun chiarimento ai dubbi sollevati dai giornalisti di FT.
Quanto riportato dal Financial Times dovrebbe accendere i fari della SEC - Security Exchange Commission americana - l'agenzia federale che dovrebbe controllare e garantire la trasparenza e correttezza delle aziende quotate nei mercati finanziari USA.
Anche un bambino si rende conto dell'enorme conflitto di interessi che è stato creato a danno degli investitori e dei risparmiatori da Trump & Musk.
Quest'ultimo infatti - dietro la maschera del DOGE - potrebbe minacciare e ricattare gli operatori della SEC - cioè dell'agenzia governativa che dovrebbe indagare sui conti della Tesla di Musk, boss del DOGE che dovrebbe tagliare i fondi della SEC.
Un invito a quei 4 imbecilli che bruciano le auto Tesla di proprietari ricchi ma pur sempre incolpevoli delle schifezze di Elon Musk: distruggere un'automobile non è un'azione di protesta ma un atto illegale che mette a rischio la vita altrui e regala ad Elon Musk il ruolo immeritato di vittima.
i.fan.
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Date Created: 23/03/2025 18:18:54